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Firenze: il Corridoio degli invisibili

Il corridoio degli invisibili

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Agli Uffizi, la più grande raccolta di dipinti che ci sia in Italia, si trova tra le sale 25 e 34 un piccolo passaggio che porta al famoso e nascostissimo CORRIDOIO VASARIANO. Il Corridoio fu costruito da Giorgio Vasari in soli cinque mesi nel1564, per volere di Cosimo I de'Medici. Due ragioni spinsero Cosimo I a far costruire il Corridoio. La prima nasceva dalla necessità di collegare la sua dimora sul giardino di Boboli agli Uffizi (cioè uffici) dove il sovrano lavorava. La seconda ,che rientrava nella psicosi del complotto tipica dell'epoca, era quella di offrire alla famiglia un mezzo di fuga in caso di disordini o un passaggio discreto per muoversi senza controlli esterni. In questa occasione, per non turbare con cattivi odori la passeggiata del granduca, fu cacciato dal famoso Ponte vecchio il mercato delle carni e al suo posto (dal 1593) furono chiamati gli orafi che ancora oggi vi lavorano.

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La passeggiata nel Corridoio Vasariano è lunga circa un chilometro (si pensi che la larghezza è di soli tre metri e trenta). Nel tratto che passa sopra il Ponte Vecchio, ci sentiamo spiati da una serie incredibile di fantasmi umani. Sono i celebri autoritratti, antichi e moderni, che sembrano messi a guardia del giorno e della notte. Scavalcato l'Arno, il Corridoio doveva entrare nelle case dei cittadini. Non fu così per la famiglia Mannelli che si oppose. Camminando dentro il Vasariano, si vede bene quanto il no dei proprietari della famosa Torre Mannelli, abbia inciso sul progetto che costeggiò la Torre facendo poggiare la galleria su archi e mensole di pietra. Il risultato è che in quel tratto il Corridoio si trasforma in uno stravagante percorso a zig-zag.

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Dopo poco ci troviamo di fronte alla grande finestra sull'interno della Chiesa di Santa Felicita, chiusa dalle grate, dove si può immaginare la famiglia de' Medici che, dall'alto, assisteva alla Messa. Era il trionfo del guardare non visti, Un po'la stessa sensazione che si prova anche ora quando si sbircia nelle altre finestre convinti che nessuno ci veda. E intanto il Corridoio continua; si appoggia alle case e ai giardini dei Guicciardini e infine approda nel giardino di Boboli a fianco della Grotta del Buontalenti. Durante la seconda guerra mondiale il Corridoio fu usato dai partigiani nei giorni della liberazione per il trasporto dei viveri così come servì nell'alluvione del 1966 per inviare soccorsi da Palazzo Pitti a Palazzo Vecchio agli assediati.

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Nel 1973 il Corridoio è stato restaurato e riaperto al pubblico ma solo su prenotazione e per visite di gruppo. Oltre alle splendide vedute della città che si possono vedere dalle sue finestre tonde, il percorso offre al visitatore ben 700 dipinti, tutti del Sei e Settecento, e soprattutto una collezione degli Autoritratti dei più famosi maestri dal XVI secolo fino al Novecento. Una raccolta unica al mondo, ideata dal cardinale Leopoldo de'Medici alla metà del Seicento, il secolo d'oro del collezionismo, e costantemente incrementata fino ai giorni nostri.

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